Prima maltratta la madre, poi si pente e riprende ad occuparsi di lei: condanna inevitabile ma pena meno severa
Fondamentale il valore riconosciuto al comportamento tenuto dall’uomo
Possibile che le abituali vessazioni, capaci di cagionare sofferenze, privazioni ed umiliazioni, siano intervallate da condotte normali e persino dallo svolgimento di attività anche gratificanti per la parte lesa
La convivenza non si esaurisce, precisano i giudici, nella coabitazione, anche questa da considerarsi interrotta solamente quando venga meno per un periodo di tempo significativo rispetto alla sua complessiva durata, che non può certo essere di pochi giorni